venerdì 27 novembre 2015

Disoccupazione – Prima parte


Da ottobre mi trovo anch'io disoccupato a causa della crisi, si vede che Renzi non ha ben chiaro quello che dice quando parla di ripresa …. vabbé, e come ogni fresco disoccupato ho fatto la mia bella pratica per chiedere la mia bella indennità di disoccupazione. Cosi sono andato prima al collocamento della mia provincia, due volte, perché la prima volta i computer non funzionavano, e invece di una giornata ne ho perso due.
La cosa divertente è che ho capito che tutto il palazzo del collocamento funziona su un unico server, infatti non solo non funzionavano i terminali, ma neanche i lettori di badge degli impiegati, e i collegamenti con l'esterno. Cosi chi arrivava in ritardo non poteva strisciare, e non potevano neanche collegarsi a internet. Mi chiedo se abbiano passato la giornata a bere il caffè e fare il solitario del Windows. Comunque il secondo giorno sono stato più fortunato, non ho trovato nessuna fila per il mio sportello, e ho fatto in fretta le pratiche per iscrivermi di nuovo e avere il certificato che mi serviva per fare la domanda per l'indennità. Con il mio bel certificato, il giorno dopo, sono andato al CAF di cui vi ho parlato in un altro post, ho fatto la mia bella domandina e cosi via e mi sono messo l'animo in pace perché (già lo sapevo) per avere i primi soldi dovevo aspettare più di tre mesi. I soliti ritardi del sud Italia. L'impiegato del CAF però mi ha detto che potevo controllare online se volevo, anche se per lui la pratica era automaticamente accettata. Passa un mesetto, e siccome ho il famoso PIN dell'Inps che, dopo una stressante battaglia online fra messaggi sul telefono e mail che non arrivavano, sono riuscito ad avere. E detto fra noi ho due numeri che mi scordo sempre se il PIN è il primo o il secondo, sbagliando sempre quando lo inserisco. Dicevo, siccome sono in possesso del mitico PIN personale, sono andato sul sito dell'Inps, e devo dire la verità, ne ho visti di siti difficili da interpretare, ma neanche sui siti scritti in giapponese ho mai avuto una tale difficoltà a trovare quello che cercavo. Dopo la mia odissea personale sul sito dell'Inps, trovo la mia domanda, e noto che vicino c'era scritto “Sospesa”. Come, ad ottobre fatta, ora vedo scritto “sospesa”, mi allarmo e mi armo di santa pazienza per andare all'Inps a chiedere spiegazioni. Cosi all'inizio di Novembre, che sembrava un giorno d'estate per la verità, vado alla sede dell'Inps più vicina, arrivo li verso le nove, l'ufficio apriva alle otto e mezzo mi pare, e trovo una folla incredibile. Si saranno svegliati alle sei come minimo. Per nulla intimorito, prendo il mio bel numerino, e mi siedo ad aspettare il mio turno. 46, se non ricordo male il numero era 46, mi siedo ed aspetto. Nella mia vita ho fatto un sacco di file, da quelle per iscriversi all'università,alle file in banca, alla posta, dappertutto. Ma non ho mai avuto un esperienza simile a quella della fila all'Inps. Una lentezza esasperante, 4 sportelli che dovevano servire i disoccupati come me, i pensionati, gli agricoltori, e chi doveva richiedere il mitico PIN. Calcolai che per far scattare ogni numero per la mia fila ci volevano circa 10 minuti in media, però per dare una risposta l'impiegato ci metteva si e no mezzo minuto. La cosa più assurda era vedere persone anziane che aspettavano ore per poter richiedere il PIN, perché glielo aveva richiesto qualche impiegato di CAF, altrimenti il CAF in questione non poteva controllare online la posizione dell'assistito. Ma dico, confermo che è una palla richiedere online il PIN, e ci vuole un po' di buona volontà per farlo. Ma non mandate ad aspettare un vecchietto ultraottantenne, magari coi problemi suoi, un intera giornata all'Inps. Cercate di procurarglielo voi, o fatevi aiutare da un suo parente.
Ma l'avventura dell'Inps non finisce qua, nel corso della giornata si vedevano scene assurde, a partire dal fatto che per chiedere informazioni c'erano gli addetti alla sicurezza, non un impiegato interno, ma un signore di una ditta esterna che visto che li ci stava da anni, poteva dare anche informazioni su che numero dovevi prendere. Impiegati che si addormentavano sul numero, una in particolare se scattava un numero che non c'era, non si preoccupava che magari c'è n'era un altro ad aspettare, ma si alzava e andava a fumare o prendere il caffè. Il caffè, non so quanti caffè ho visto andare avanti e indietro fra gli sportelli, portati magari da altri impiegati che erano usciti a comprarli. C'è stato ad un certo punto, verso le undici e mezzo mi pare, una sorta di sommossa popolare. Un paio di signore hanno iniziato a inveire contro l'impiegata che si alzava sempre, hanno cominciato a urlare e ad agitarsi. Tanto che la povera guardia si è dovuto addirittura alzare, e le ha invitate a calmarsi. Poi, visto che gli animi si erano agitati, ha preferito rinchiudersi anche lui dietro la porta dell'ufficio che dava agli sportelli, finché le due scalmanate signore non si calmavano. Andava a finire che un paio di schiaffi li pigliava lui.
Morale della favola, sono entrato all'Inps alle nove di mattina e sono stato ricevuto alla sportello verso l'una, devo dire che i conti me li ero fatti bene però. Chiedo a che punto è la mia pratica, e un impiegato molto gentile mi ha detto che il “sospesa” era perché era stata presa in carico, ma non era ancora liquidata. Cioè i soldi non li avevo ancora per un altro mesetto circa. Tempo impiegato per la risposta 5 minuti netti, ho perso tempo perché visto che stavo li mi sono fatto spiegare due volte la cosa. Devo dire che l'impiegato che mi ha sbrigato è stato molto cortese e disponibile, questo si, però aspettare una giornata intera perché invece di scrivere “da liquidare” ha scritto “sospesa” è assurdo. E' assurdo pure vedere persone in fila proprio a causa dello stesso sito, perché magari non hanno il PIN per accedervi, perché se ci vanno vedono che è scritto in politichese e non in italiano, o perché stanno senza lavoro e senza soldi, e devono aspettare che qualcuno gli faccia il favore di farli arrivare prima.

Ho scritto parte prima, perché presto tornerò in quell'antipasto del limbo dantesco, per una nuova e noiosissima avventura, quindi state pronti a leggere il seguito.

PS.

Visto che sono disoccupato, non vi invito a cliccare sulle pubblicità, perché non posso farlo, ma se volete potete acquistare una copia del mio libro online. Poi, se qualcuno ha notizie su un possibile lavoro, mi può contattare attraverso la pagina Facebook o i commenti sul blog. Grazie.