mercoledì 19 maggio 2010

Prigionieri politici


Mettiamo un caso ipotetico, per tanti anni siete andati da un salumiere che si chiama Pasquale, un giorno vi bisticciate con Pasquale, e lo mandate a quel paese. Visto che comunque la spesa la dovete fare per forza, andate da un altro salumiere, Antonio, entrate e gli chiedete di fare la spesa. Antonio però vi ferma sulla porta, e vi dice che non potete fare la spesa da lui perché voi siete cliente di Pasquale. Indispettiti voi dite che è vero che siete clienti di Pasquale, ma con lui non volete avere più nulla a che fare, e volete iniziare a fare la spesa da lui. Ma Antonio ribadisce che non è possibile, perché lui non accetta nuovi clienti, anzi, e che dovrete a fare la spesa sempre da Pasquale.

Assurdo vero? Eppure una cosa simile mi è capitata, sono andato oggi dal mio assicuratore e dopo averlo lautamente  pagato, gli ho chiesto di esaminare il libretto dell'auto di un mio conoscente, per vedere se poteva assicurarsi presso la sua compagnia. Però prima ancora che gli passasi il libretto, mi detto che non poteva esaminarlo, perché al momento le compagnie di assicurazioni non prendevano nuovi clienti, liquidandomi con la laconica frase: "mala tempora currunt". In pratica, in questo momento, non mi è possibile cambiare assicurazione, anche se lo voglio, ne può farlo il mio conoscente, anche se di sicuro andrebbe a risparmiare. In pratica, in questo momento siamo prigionieri, prigionieri delle nostre compagnie di assicurazione: non possiamo farne a meno perché la legge non ce lo permette (e fin qua non ci piove)non possiamo cambiarla, e dobbiamo subirne gli aumenti pedissequamente, perché se vogliamo andarcene non ce lo permettono.

Siamo prigionieri, prigionieri veri e propri, speriamo che prima o poi qualcuno faccia un indulto anche per noi.