sabato 30 aprile 2016

Vamp

Nuovo racconto del sabato, e stavolta è uno dei primissimi racconti che ho mai scritto in assoluto. Se lo leggete bene noterete lo stile molto naif  e ingenuo, ma come vi ho detto erano le prime volte che scrivevo un racconto. Come Musica fa parte dei "racconti della notte", cioè quelli scritti a tarda sera, magari dopo essere usciti, o dopo aver cenato e visto la TV, o semplicemente quando non si riesce a dormire bene. E se lo leggete tutto capirete anche il perché non riuscivo a dormire bene. Buona lettura. Un ultima cosa, scusate se non scrivo post normali per il blog, ma sto preparando un paio di cose, fra cui una sorpresa per i lettori più affezionati. Restate in ascolto.
Ecco, è tornato il caldo. Con il caldo loro sono tornate, posso vederle mentre lasciano le loro tane. Affamate di sangue e sudore. Si riuniscono e cominciano a muoversi nella notte. Era da tempo che le aspettavo. Signore oscure delle notti d'estate. Sento che stanotte sarò preda di una di loro, so che non ho scampo. Vorrei alzarmi dal letto, vorrei potermi difendere. Ma la stanchezza mi opprime. Una stanchezza causata dall'afa, loro grande alleata. Poco prima che il sonno mi assalga sento una di loro entrare nella mia camera. Comincio a sognare, e nel sogno la vedo. So che è impossibile, ma la sento avvicinarsi, piano, come se danzasse. In ampi cerchi concentrici, con un lieve movimento a spirale. La vedo appoggiare la sua bocca bramosa sul mio torace, con la sua bava leccare il mio corpo, per poi trafiggerlo e far fuoriuscire il sangue. Mentre lei si appresta a berlo e leccarlo. Vedo il sangue fuoriuscire dalla ferita, ma non provo dolore. Vedo lei cibarsene avidamente, succhiarne finché può, finché non è sazia. Ma non si ferma al primo assaggio. La sento annusare il mio corpo, si muove verso il collo, e poi dietro l'orecchio. E lì affonda il secondo morso. E come prima io non sento dolore, inebriato dalla droga della sua saliva. Mentre lei lecca via il sangue dalla ferita, io la sento. Piccola vampira della notte. Trafigge il mio corpo più e più volte, ferendomi vicino al collo, sul dorso delle mani, sui piedi e vicino al labbro. Come un’amante appassionata non disdegna niente di me, anzi apprezza luoghi che non sapevo di avere. Il suo banchetto richiama altre sue simili. Almeno un paio attirate dall'odore del mio sangue, eseguono la stessa perversa danza a spirale della mia compagna notturna. Anche loro iniziano a mordere e a sbavare su di me, in un orgia di sangue e lacerazione, seguendo un perverso disegno tra vene e arterie. Maledette. Il sogno sembra durare un eternità, poi cede finalmente il posto alla non-coscienza del sonno e alla pace dell'anima. Dannazione. Domani avrò morsi su tutto il corpo. E la cosa peggiore e che non potrò grattarmi. Se lo faccio il morso delle zanzare potrebbe infettarsi. Quanto le odio, piccole vampire estive che tormentano le mie notti.

Nota : già ho discusso del fatto che le zanzare mordono una sola volta a notte con mio fratello a suo tempo, quindi per favore considerate quello che ho scritto come una licenza poetica.