mercoledì 13 aprile 2016

Il commissario Noialabano

Come tanti in Italia, anch'io seguo le avventure del personaggio di Camilleri nelle sue varie incarnazioni televisive, vecchio, giovane, repliche. Faccio presente però di non aver mai letto nemmeno uno dei libri del suo creatore, ne ho sfogliato distrattamente qualche pagina, ma nulla di più. Però, dopo anni a seguire le avventure di Montalbano, del dott. Augello, di Fazio, del dott. Pasquano e dell'idolo delle folle Catarella; posso affermare senza ombra di dubbio che sono di una noia mortale.
Il buon Paolo Caiazzo, noto comico napoletano (Cardamone per chi lo conosce solo da Made in Sud), in uno spettacolo con Ciro Villano, diceva che il commissario Montalbano è il miglior contraccettivo che c'è sul mercato, perché è economico e “fa addurmi tutt' cos” (fa addormentare tutto il corpo).
In effetti le puntate del buon commissario sono soporifere, ma non tanto per le storie in se per se, quella sono avvincenti fino ad un certo punto, ma per la lunghezza estenuante degli episodi e per le scene ripetute all'infinito. Però, dopo anni di frequentazione televisiva, ho capito che le puntate di Montalbano seguono questo schema:

1) Montalbano dorme, da solo, e viene svegliato perché c'è un delitto, all'80% è un omicidio, negli altri casi un furto o un effrazione. Per fare la cosa più divertente fanno chiamare Catarella, per renderla tragica fanno chiamare a Fazio.

2) Montalbano inizia le indagini, conosce la signorina di bella presenza di turno, e la soffia all'infoiatissimo Mimì Augello.

3) Montalbano va a mangiare 2 o 3 volte durante l'episodio, non un mordi e fuggi, ma pranzi simili a quelli di un matrimonio. Sempre a base di pesce e rigorosamente in un ristorante in riva al mare, una sola volta andò in un ristorante che non era in riva al mare e si rovinò la cena

4) Campi lunghi di Montalbano che guarda il mare, campi lunghi della spiaggia di Vigata o di Marinella (la frazione dove vive Montalbano), campi lunghi della desolata campagna siciliane, primi piani di piante di fichi d'india, caprette al pascolo, e contadini che hanno casette in mezzo al nulla. Certe volte sembra che stanno per uscire pure gli indiani e i cowboy ma non succede mai.

5) Montalbano si fa una rimestata fra le lenzuola con la signorina di turno (non sempre ma molto spesso). E non importa se lui sia da secoli fidanzato Livia, la sua segalina zita. Occhio non vede, cuore non duole. Nota bene, se per caso Livia accenna un minimo a delle frequentazioni maschili, 
a Montalbano gli prudono le corna, e inizia a fare il siciliano geloso.

6) Si parla di mafia, specie delle famiglie storiche di Vigata (corrispondente Camilleriano di Porto Empedocle): i Cuffaro e i Sinagra. Però nel 99% delle volte, i colpevoli di Montalbano o non sono mafiosi, o sono picciotti di basso grado. La stessa mafia viene trattata con una certa devozioni nei racconti di Montalbano, non è la camorra cattiva e sparalesta di Gomorra (la serie TV), ma è una cosa evanescente, che si nomina, ci si scontra, ma non si combatte direttamente. C'è una sorta di riserbo ad approfondire la questione, si preferisce accennarla solamente. Anzi, in alcune puntate Montalbano va proprio dal boss dei Sinagra a chiedere consigli e informazioni, e lo tratta con una certa deferenza.


7) Si risolve il caso negli ultimi dieci minuti dell'episodio, magari con un azzardo del buon commissario, qualcosa che di sicuro gli farà un battibecco col questore del momento. Che magari uno dopo due ore e quarantacinque di campi lunghi, mangiate faraoniche, mare e sole, gli prende l'abbiocco e dorme, si sveglia sulle note finali e dice “e che ca..... è finito Montalbano!”, e il giorno dopo deve controllare su internet com'è andato a finire.

Con questo non voglio dire che Montalbano sia brutto, al contrario, è un ottimo sceneggiato, ben fatto, intrigante, ma lungo, molto lungo. E poi la Rai ha preso il vizio che prima fanno una puntata nuova, poi replicano due vecchie, tanto chi lo guarda si addormenta e mica se accorgono.


Devo dire che con la Rai sono da tempo arrabbiato, in quanto ogni bella serie che hanno la spostano a orari assurdi; come ad esempio The Blacklist o il Dottor Who (Peter Capaldi), costringendomi a dei tour de force per poterle vedere. Ha fatto lo stesso con una delle serie che reputo fra le più divertenti degli ultimi tempi: Limitless. Ora, grazie al commissario Montalbano, posso finalmente vederla. Infatti RAI 2 l'ha spostata dalla domenica sera in seconda serata, al lunedì sera in terza serata, praticamente alle 23.00. Cosi, ora inizio a vedere Montalbano, mi addormento, e mi sveglio giusto giusto per cambiare canale e guardarmi Limitless. Grazie commissario.