mercoledì 7 ottobre 2015

Fiore di Luna

Quando Internet era piccolina, e Facebook forse non era ancora nato, il sottoscritto ha fatto un sogno, un sogno cosi vivido e reale da darmi l'impulso di metterlo per iscritto, e diventare il primo capito di un lungo racconto che mi avrebbe accompagnato nei mesi a venire.
Dopo più di 15 anni ho finalmente pubblicato quel lungo racconto, prima non ne avevo il coraggio, e cosi ora aspetta solo che qualcuno vada su Lulu.com e ne compri una copia. Però non sono del tutto avaro e gretto, e cosi vi regalo il primo capito di questa storia. Se vi piace fateci un pensierino.

Capitolo I - Sognando Fiore di Luna 



Il vento era solo una leggera brezza, e il fiume scorreva con un lento mormorio. Cuore di falco stava in piedi, con una mano sul fianco sanguinante, mentre nell'altra stringeva il suo coltello. Tutt'intorno la tribù era in silenzio, il vecchio Voce Tonante stava decidendo su quello che era appena successo. A pochi metri da me Fiore di Luna, tremante. Non l'avevo mai vista tanto bella come in quel momento. Poi Voce Tonante interruppe il silenzio, alzo la mano nella mia direzione e mi dichiaro vincitore. Cuore di Falco doveva rassegnarsi, ora Fiore di Luna sarebbe stata solo mia. Avevo vinto e il premio era la mia ragione di vita. Mi svegliai sudato e affaticato, nella mano stringevo ancora il coltello, che poi era una mia pantofola, e nella mia mente rivedevo Fiore di Luna felice per la mia vittoria. Pensai "domani lo devo raccontare a Ugo"
- Bello, dì la verità, che ti sei fumato per fare un sogno del genere? Anzi forse ti sei proprio calato. - Questa fu la sua risposta. C'era da aspettarselo
- No, stronzo, è stato solo il sogno più bello della mia vita.- Replicai, anche se era inutile
- Il mio sogno più bello è stato quello con Pamela Anderson, ma non raccontarlo a Rosanna, potrebbe aversene a male.
- Si, si. Non ti preoccupare, a eccola la. Accosta dai, sennò ti cazzea.
La macchina di Ugo accostò a pochi metri dal gruppetto dei nostri amici, come sempre in nostra attesa quando Ugo mi accompagnava. C'erano tutti Paolo, sua sorella Benedetta, Peppe, Francesco, Marco, Lory (ma perché le ragazze amano storpiarsi il nome cercando di renderlo esotico, non lo capirò mai), Lalla, Emma, e naturalmente un’amica di Rosanna, portata apposta per farmela conoscere. Rosy non finirà mai di stupirmi, le avevo spiegato più di un miliardo di volte il mio tipo ideale, e lei mi portava ogni genere di persona per farmela conoscere. Una volta portò addirittura una tipa tutta strana, piena d’orecchini e con i capelli di tre colori differenti. Parlando mi disse che lei era una tipa Rave, Underground e Sganc (non so come si scrive), io non approfondii. Stavolta la tipa sembrava normale, era una moretta col capello corto, gli occhiali, un fisico normale racchiuso in un talieurino blu scuro. Una minigonna non troppo osé' ma che lasciava vedere buona parte delle gambe. Era appollaiata sulla panda di Francesco, e come al solito il polipo non voleva farsi sfuggire l'occasione. "L'arte della zecca in dieci lezioni", ecco il titolo della biografia di Francesco. Bah, che se la tenesse, io avevo altro per la testa. Dalla mattina non pensavo ad altre che a Fiore di Luna, ai suoi capelli neri, così lunghi e lisci. Ai suoi occhi corvini, simili nel colore all'ossidiana. Alla sua pelle delicata, e al suo corpo al contempo esile ma forte. Mi venivano in mente i suoi seni sotto le mie mani, il suo corpo caldo contro il mio, le sue labbra come petali di rosa. E la cosa che mi sconvolgeva di più era che mi ero svegliato poco dopo lo scontro con Cuore di Falco. Non capivo come potevo avere dei ricordi così vivi di lei, non era semplice immaginazione, erano proprio ricordi. Non riuscivo a capire da dove fossero usciti. Ugo finalmente fermò l'auto, dopo aver quasi urtato un lampione e graffiato i copertoni contro il marciapiede, quel ragazzo non imparerà mai a parcheggiare.
- Ciao - fece Rosanna ammiccante
- Ciao - le rispose Ugo, e si baciarono.
- Venite scendete. Ah, Antonio - eccola all'attacco, pensai - ti voglio presentare Tiziana, penso che sia fatta apposta per te.
- Rosy, guarda, forse stasera non è il caso, non ci sto con la testa.
- No, caro! Elisa non ti andava bene perché era bassa, Mary perché non era il tuo tipo, Patty perché era troppo alta, Evy perché era bionda, Lysa perché.......
- Perché era strana! - Intervenni
- Non era strana, era solo ... - Cominciò a schioccare le dita cercando di ricordarsi le definizioni di quella sciroccata
- Grunge, postmoderna e out ? - Suggerii ridendo
- No, Underground, Rave e quell'altra cosa. - Disse continuando a schioccare le dita
- In più era strana.
- Titti ti piacerà vedrai, è il tuo tipo, guardala è mora, snella, dell'altezza giusta, non è strana, è in più è disponibile.
- Si ma l'aspetto non è tutto - replicai, non avevo proprio voglia di fare il filo a questa tipa solo per far piacere a Rosanna.
- No, no caro, mi sono informata, ha i tuoi stessi interessi, legge le stesse cose che leggi tu, e in più fa parte di una di quelle associazioni di volontariato, proprio come te e Ugo.
- Legge le stesse cose che legge lui ?- Intervenne Ugo - non sapevo che ci fossero ragazze che leggessero Playboy?
- Tu leggi Playboy? - fece Rosanna stupita, strabuzzando i suoi occhi nocciola.
- Io non leggo Playboy, Ugo scherzava - Se c'è una cosa che Rosanna non capirà mai sono gli scherzi.
- Ora basta, scendi e vieni a conoscere la mia amica. SUBITO!
Quando Rosy usava quel tono non c'era niente al mondo che potesse dissuaderla. Ugo e io scendemmo il più in fretta possibile, e ci dirigemmo verso il gruppo. O meglio io mi diressi verso il gruppo, Ugo e Rosanna dovevano prima "salutarsi". Salutai alla romana come mia abitudine, Lalla mi fece il suo solito, impertinente, "finalmente". Peppe rispose con un rutto, io sorrisi ma la tipa nuova fece uno strano sguardo, leggermente disgustato. Francesco si gettò a giustificare il comportamento di Peppe, e fargli la solita predica. Anche se poi era il suo migliore amico ed era un tamarro peggiore di lui, lo faceva solo per farsi bello. Paolo e gli altri mi risposero con un melanconico "ciao". Infine Benedetta si avvicinò e come suo solito mi abbracciò stretto. Notai Tiziana che chiedeva qualcosa a Francesco, probabilmente era la solita domanda "ma quei due stanno insieme? C'è qualche interesse?". No, no, Benedetta e io eravamo solo buoni amici, anche se con atteggiamenti forse più che amichevoli, ma fra noi non c'era niente. Se lo chiedete a lei, a Benedetta, vi risponderà che è solo una storia di sesso, ma neanche questo è vero, purtroppo. Mentre lei mi abbracciava, mi passò di nuovo per la mente Fiore di Luna. Sentii di nuovo il calore del suo corpo contro il mio, non che fosse simile a quello di Benedetta. Non lo era per niente. Mi sentii come sdoppiato, paragonai per un attimo il corpo di Benedetta a quello della mia visione notturna, e lo feci come se conoscessi Fiore di Luna in ogni suo particolare. Non avevo bisogno di inventarmi nulla, il ricordo di lei era reale, fin troppo reale, come Benedetta lì in quel momento.
- Aò, ce sei o no ? - mi fece Benedetta col suo accento romanaccio - che c'è nè, qualcosa non va’ ?
- No, niente Benny-Bunny, solo che stasera non ci sono con la testa- Benny-Bunny era il nomignolo con cui la prendevo in giro, solo a me era permesso chiamarla cosi, se l'avesse fatto qualcun altro, lei l'avrebbe ucciso.
- Perché, depression imminent ? Dai, guarda che tipa che ha portato Rosy, carina no? Su datti da fare, sfodera il tuo fascino oscuro e falla selvaggiamente tua - Questo era il suo modo di prendermi in giro, sapeva bene quanto fossi timido, e tutte le papere che prendevo quando volevo conoscere una ragazza che m’interessava.
- No, no, vedi è che ho questa ragazza in mente e ....
- Stop, fermo, quale ragazza, che stai a dì? Fino a ieri non mi avevi detto niente, chi è, dove abita, voglio vederla, la conosci?
- No aspetta, non è come pensi, vedi lei è ...
- Ho capito, è di nuovo la cotta per Francesca Gollino, in quale programma l'hai vista stavolta eh? Dove sta lavorando il residuato di "Non è la Rai" ora, in qualche trasmissione per i bimbi?
Benedetta era l'unica, oltre ad Ugo, a conoscenza della mia passione per la Gollino. Passione iniziata ai tempi di "Non è la Rai" e continuata fra programmi e pubblicità vari, avevo registrato quella della carta igienica, e avevo scannato a computer alcune immagini. Da allora Benedetta mi prendeva in giro per questa mia cotta, ma io non l'avevo mai presa in giro per il suo mito, il Liga. La pena per questo reato era il mutismo a oltranza per una settimana o più.
- Non hai capito, non è Francesca, stavolta è diverso. Vedi è che ieri sera ho fatto questo sogno
- Sogno, dovevo immaginarlo, tu corri troppo dietro al tuo mondo di sogno, cos'è questa, una principessa normanna, un elfa dei boschi, o Deja Toris, hai letto qualche altro racconto di John Carter?
- No, è un’indiana, e si chiama Fiore di Luna, o Benny, se potessi descrivertela, è cosi bella, e cosi dolce.
- E cosi irreale. Ma guarda la che cosce che ha Tiziana, e come le mette in mostra, dai vai a salvarla da Francesco, te ne sarà certamente grata. Su ti faccio da spalla, a Fronzie ci penso io.- iniziando a tirarmi per il braccio
- E va bene - feci rassegnato - andiamo.
- Ciao, Francè, salve non credo che ci conosciamo - inizio classico, ma funziona sempre
- Ciao Antò - rispose Francesco
- Ciao, io sono Tiziana, un’amica di Rosy, tu devi essere Antonio - rispose lei con un sorriso ammiccante
- E si, piacere - vista da vicino aveva diversi difetti, il naso un po' aquilino e le sopracciglia abbastanza folte. Si proprio il mio tipo, pensai che era meglio non dire niente a Rosanna e Benedetta, avrebbero detto che ero incontentabile, e forse, in fondo, avevano ragione.
- Ho sentito parlare molto di te, e delle tue performance - le mie performance, tsk, avrei ucciso volentieri Rosy. Quando c'era da fare qualcosa d’idiota io ero il primo a farlo. E naturalmente le mie amiche lo ritenevano divertente, vorrei vedere se a fare gli scemi erano i loro ragazzi, certamente non sarebbero andati a sputtanarli in giro
- Di quale in particolare modo - chiesi con nonchalances
- Be Rosy me ne ha raccontate diverse, ma credo che la più divertente dev'essere stata fare il cubista al Cleopatra, non so se ci sarei riuscita, con 6000 persone che ti guardano
- E, beh si, deficienti come me ce ne sono pochi - per fortuna Rosy non aveva parlato di quando ho fatto lo strip in quel pub di second'ordine, l'avrei uccisa - sai com'è quando si deve fare una cosa è meglio farla subito e ti levi il pensiero.
- Ma, no che dici, secondo me ci vuole del coraggio per fare una cosa del genere. - Sorrise, aveva un bel sorriso in fondo
- No, più che altro molta incoscienza - Mentre Tiziana parlava mi ritornò in mente una voce più argentina, come quella di un ruscello di acqua montana, mi ritornarono in mente parole che mi avevano trafitto il cuore.
"Devo sposare Cuore di Falco" mi dicevano "mio padre me lo ha imposto, è mio dovere come figlia del capo tribù andare in sposa al guerriero più valoroso"
"No"- risposi -" Cuore di Falco non ti ama come ti amo io, non puoi essere sua. E Voce Tonante è un folle a darti in sposa a quel selvaggio"
"Selvaggio o no, io non posso disobbedire. Ti prego passiamo quest'ultima notte insieme e poi dimenticami""No, Fiore di Luna, io ti chiederò in sposa a Voce Tonante, e lui acconsentirà, sono o non sono l'uomo-medicina della tribù? Anch'io sono valoroso come Cuore di Falco"
"Ma lui ha la forza dalla sua, se fai una cosa del genere Voce Tonante si vedrà costretto a farvi battere, e io ho paura che lui ti uccida"
"Meglio morto che saperti fra le sue braccia, farò cosi sfiderò apertamente Cuore di Falco per avere la tua mano, e poi ti regalerò il suo scalpo"
"Oh, non dire queste cose ti prego, ho paura, se tu muori morirò anch'io, ti prego non parlare più, baciami" - le sue dolci labbra si posarono sulle mie con una delicatezza nota solo a lei - "amami mio uomo-medicina, amami Lupo Nero" - Lupo Nero, era questo il mio nome!
- ... e quindi mi faccio tutta quella strada solo per seguire un unico corso!
Oddio, mi ritrovai di nuovo nella mia realtà con Benedetta vicino e stavamo parlando con Tiziana. Non vedevo più Francesco, da quanto stavo in quella posizione? Quanto tempo era passato? Non me ne rendevo conto.
- No, che schifo, non credi Antò - disse Benedetta cercando di coinvolgermi nel discorso
- E si certo, un vero schifo - borbottai, ma di cosa diavolo stavano parlando? Un attimo prima ero con loro, quello dopo con Fiore di Luna, e poi di nuovo con loro. Cosa mi stava succedendo?
- Andiamo allora? - Fece Rosanna
- Si va bene - rispose qualcuno - ma dove andiamo?
- Andiamo all'Hendrix dai, è bellino e si spende poco - fece Emma
Un coro di Ok e va bene fu la risposta, io come al solito mi astenni, ma l'Hendrix mi andava, era uno dei pochi pub in cui non avevo dato spettacolo. Salimmo nell'auto di Ugo, Rossana, Benedetta Tiziana e io. Che orrore, con loro due a tessere le mie lodi, Tiziana a fingersi interessata, e io che cercavo di arginare lo sfacelo. La serata andò abbastanza bene, il locale come al solito era tranquillo e intimo, e i ragazzi si comportarono normalmente. Tiziana per tutta la serata cercò di rendersi simpatica e amichevole, ma a me non interessava minimamente. Ogni volta che la guardavo le trovavo dei nuovi difetti, e la paragonavo sempre a Fiore di Luna. Quando poi guardavo le altre ognuna di loro mi ricordava lei. Un gesto, un movimento, il modo di Emma di sorridere, o le fossette di Lory. Tutte mi ricordavano Fiore di Luna. Dovevo fare qualcosa, non ce la facevo, stavo impazzendo. Approfittai di un momento di distrazione di Tiziana per uscire fuori dal locale a fumare con Paolo. Fumare con lui era una scusa, quando non sapevo a chi chiedere consiglio Paolo era l'ultima spiaggia. Come lui non c'era nessuno, veramente. Non che io e lui fossimo cosi intimi, ma c'era una sorta di mutuo soccorso, potevamo sfogarci liberamente, sapendo che l'altro ti avrebbe capito. Fu cosi che gli raccontai tutto, dal sogno ai flashback.
- Beh, non so che dirti, io dei sogni non mi sono mai innamorato. Però, hai mai sentito parlare di reincarnazione?
- Vuoi dire che il sogno e il resto sono ricordi di una mia vita precedente - escludi tutte le possibilità e Paolo ti troverà una spiegazione irrazionale.
- Certo, a meno che tu non soffri di amnesia, e qualche anno fa’, eri lo stregone di una tribù indiana.
- Già, allora tu dici che mi stanno tornando in mente ricordi di una vita in cui ero uno stregone indiano, e ho combattuto per Fiore di Luna.
- Bella storia, potresti provare a scriverla.
- Si, si, fai presto tu. Ma cosa posso fare? Come posso dimenticare Fiore di Luna?
- Vedi, Antonio, provaci con questa ragazza, questa, cosa li, - Paolo agitava la mano cercando di ricordarsi il nome - Tiziana. Secondo me ci sta. Una volta che ti sarai appartato con lei, e che avrai provato il suo sapore, vedrai che ti scorderai di questa Fiore di Luna. In fondo l'hai detto tu, o è un sogno o è un ricordo di una vita passata. Non la incontrerai certo ora, e anche se succedesse non la riconosceresti nemmeno. Quindi, carpe diem, e provaci con Tiziana.
Il discorso di Paolo filava, non potevo certo rincorrere un sogno o un amore passato, l'unica cosa ragionevole da fare era questa, quindi tornai dentro e iniziai a corteggiare spietatamente Tiziana. Rosy aveva ragione, avevamo molto in comune, e ci piacevano Lovecraft e Carpenter, difficile trovare una ragazza cosi. Ma ogni volta rivedevo Fiore di Luna che mi sorrideva. Quando verso l'una portammo Tiziana a casa, ci scambiammo i nostri numeri, e ci demmo appuntamento per la sera dopo. Tornando a casa mi dovetti subire Rossana e Ugo che si complimentavano, che palle. Dopo un quarto d'ora, di cui 3 minuti di auto e 12 di "saluti" fra Rosy e Ugo, eravamo diretti finalmente verso casa.
- Allora, è andata bene stasera no? - Faceva Ugo
- Si, dai facciamoci un giro, che è presto per tornare a casa - non avevo molta voglia di parlare della serata, quindi cercai di deviare il discorso.
- Via Squarcio e poi a prenderci qualcosa dal falchetto? - Via Squarcio era via Tito Scala, un misconosciuto poeta di queste parti, cui il comune aveva intestato quella strada. Era chiamata cosi perché i single e i ragazzini la usavano per farci lo "struscio" serale. Molti di questi erano fighetti figli di papà, in gergo “squarcioni”, da cui il nome della strada. Io e Ugo l'avevamo frequentata per diversi anni insieme al gruppo, finché non avevamo conosciuto Rosy e Emma e avevamo iniziato a vederci sotto casa di Emma. Però lì avevamo ancora diversi amici, e ci faceva piacere vederli. Quella sera incontrammo solo Nando e Nicola, due che Ugo conosceva, io li distinguevo a malapena. Ugo accosto, e gli fece segno di avvicinarsi.
- Cià guagliu - ci fece Nicola appoggiandosi al finestrino
- Ciao Nico - rispose Ugo - ciao Nando
- Giovani dovevate vedere la negher che c'era qui prima, che gnocca, peccato per il colore
- Sempre fascio, e Nico - Disse Ugo - e con chi stava, frequenteggia qualcuno?
- Non lo stare a sentire Ugo, non era negher, era Mu-Lat - Sentenzio Nando quasi annoiato.
Mu-Lat stava ad indicare le mulatte, o le zingare, o chiunque non era esplicitamente africano, Nando e Nicola non erano di destra, fascisti, o razzisti, erano solo stronzi.
- Stava strusciando con quella tua amica Antò, quella Stella, mi sembra che stanno più avanti - indicando una gelateria in fondo alla strada.
Stella faceva parte dell'associazione di volontariato in cui prestavo servizio. Carina, solo che non capivo dove aveva preso questa ragazza di colore, o chi fosse. Ma in fondo che me ne fregava, pensavo ancora a Fiore di Luna, e al suo sorriso.
- Ugo andiamo che è tardi, il falchetto può chiudere – dissi per liberarci di quei due.
- Ok, giovani noi andiamo dal falco, volete venire? - Ugo aveva il deprecabile vizio di invitare chiunque con noi.
- No grazie, ciao Ugo, ciao Antò.
- Cià guagliu.
Finalmente Ugo mise in moto e si avvio verso la fine della strada, mentre i due villici si allontanavano nella notte. Passammo di fronte alla gelateria indicata dai ragazzi, ed alla fine di via squarcio cominciai a dubitare della mia sanità mentale. Proprio all'angolo, vicino a Stella e al suo gruppo di amici, c'era lei.
- UGO - gridai - FRENA!
Ugo freno di botto facendo stridere le ruote sull'asfalto, mentre quello dell'auto dietro di noi comincio a imprecare in Turco.
- Ugo, è lei - Gridavo indicando una ragazza di colore - è lei!
- Lei chi? Chi cazzo è?
- Lei! Lei! Fiore di Luna.

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