venerdì 4 aprile 2014

Merendine e shock culturale


Mio figlio piccolo è forse uno dei più grandi maschilisti che conosco, per lui le donne non sanno fare quasi nulla, o meglio non sanno fare le cose maschili. Cosi quando mia moglie gli fa un esempio di come uomini e donne siano uguali, lui ci pensa su titubante (certo i miei figli credono anche che io sia una specie di Mc Gyver o qualcosa di simile, ma questa è un altra storia).
Esistono cose che per noi sono una sorta di dogmi, ma non perché ne abbiamo avuto esperienza diretta,ma perché derivano dal nostro vissuto, dai nostri insegnamenti, dalle nostre nozioni della vita. E quando questi dogmi vengono messi in discussione abbiamo quello che si chiama shock culturale,
il nostro modo di vedere il mondo è messo alla prova, e da quel momento in poi dobbiamo capire se accettare o ostacolare questa nuova visione delle cose.
Un esempio: nel medioevo le donne non potevano leggere la Bibbia, neanche le suore potevano farlo,questo perché le donne nel medioevo non avevano un anima, o meglio la religione diceva che non l'avevano, che erano strumento del demonio perché al solo vederle l'uomo le desiderava. Questo stato di cose e andato avanti per secoli, sembra fino al XV secolo, e se qualcuno dichiarava il contrario, specie se era una donna, poteva essere accusato di essere una strega. Oggi non ci sogneremo mai di dire una cosa del genere, ora solo gli animali non hanno (ancora) un anima, però se potessimo tornare indietro nel tempo, e mostrare il nostro mondo a qualcuno che ha vissuto con quelle idee per tutta la vita, gli causeremo uno shock culturale.
La venuta delle idee nuove è sempre stata osteggiata dalla mentalità comune, come se il seme del nuovo ci costringesse per forza a cambiare in un modo o nell'altro,nel bene o nel male. Come quando si diede il voto alle donne (le donne ritornano spesso oggi, ma questo perché sono sempre portatrici di grandi rivoluzioni culturali), prima dell'unità d'Italia, nell'austriaca Lombardia, le donne potevano votare solo sotto il controllo di un tutore; mentre in Toscana e Veneto potevano votare ma non essere elette. Dopo l'unità d'Italia (Garibaldi.... Garibaldi...) le donne vennero escluse dalla vita politica, al pari degli analfabeti, dei falliti e dei condannati. E cosi via passando per tutto l'800, fino al fascismo - d'Annunzio era favorevole al voto alle donne tra l'altro - fino ad arrivare al 1946, quando finalmente le donne poterono votare. Certo vai a spiegare al conte Boncompagni che oggi le donne non solo votano, ma votano anche gli analfabeti  a cui lui le aveva equiparate.
Ma di esempi ce ne sono tanti, tipo le leggi anti segregazione negli Stati Uniti, Il divorzio, la legge sull'aborto, e cosi via. E proprio in questi ultimi anni nel mondo circola una nuova idea, che si sta trasformando in shock culturale per chi ha le sue idee ormai radicate: I matrimoni gay (e le relative adozioni).
In Italia noi non siamo ancora pronti a questo, abbiamo troppi preconcetti, troppe idee fisse sul matrimonio e la vita di coppia - molti vivono ancora le ultime forme di famiglia patriarcale, dove il padre padrone decide tutto e nessuno discute. Culturalmente non possiamo ancora accettare l'idea che un uomo e una donna si sposino con persone del proprio sesso, che abbiano gli stessi diritti delle coppie effettive, e che in più abbiano dei figli. Qualcuno dirà che è per colpa dell'ingerenza della chiesa cattolica nelle nostre vite, ma visto ormai chi dirige la chiesa credo che sotto quel versante le cose stiano cambiando. Non dico che in vita mia vedrò un prete celebrare un matrimonio omosessuale, ma di sicuro saranno più accondiscendenti verso i gay.
No, il vero problema è il nostro modo di vedere la famiglia: Papà, Mamma, figlio, figlia; quella della pubblicità delle merendine in pratica. E questa idea ci viene prepotentemente trasmessa dai mass media, tanto da farla entrare del nostro subconscio, e far pensare a quell'immagine quando pensiamo alla famiglia.
Fino a 40/50 anni fa' la famiglia era sempre Papà, anzi Padre e Madre, ma con minimo 4 figli a carico, se erano di meno già si pensava male. Ora al contrario se qualcuno dice di avere 4 figli, il primo pensiero è "ma come fa?".
Cosi come vedete siamo ancora in fase di transizione mentale, da un modello di famiglia ad un altro, e non c'è ancora il tempo di pensare alla famiglia prossima ventura, tipo Mamma, Mamma, figlio, figlia, e cosi via. Non abbiamo ancora metabolizzato nel nostro baglio culturale l'idea che la nostra famiglia è diversa da quella dei nostri genitori, e da quella dei nostri nonni, che dobbiamo affrontare una nuova idea, concorrente alla nostra. E' troppo per noi, troppo per le famiglia delle merendine e della pasta con la scatola blu, uno shock culturale troppo forte, troppo aggressivo.
Tornando ai miei figli, però, devo dire che loro sono di mentalità più aperta verso questo nuovo meme, lo dico perché vedendo alcune puntate di Modern Family, all'inizio non capivano perché Mitchell e Cameron dicevano di essere sposati, con molto savoir faire mia moglie ed io gli spiegammo il perché, e da allora non ci fanno neanche più caso, per loro Cameron ora è solo il grassone che fa ridere.