martedì 25 marzo 2014

Renzi è uno stregone


Fra un mese circa scade la data fatidica posta dal presidente del consiglio dei ministri per far avere 80,00 € nelle tasche dei lavoratori, che guadagnano meno di 1500,00 € al mese però, non a tutti. Un bel proposito, che come pensano malignamente molti servirà a iniziare la campagna elettorale del suddetto presidente per le prossime elezioni. Che volete farci c'era una volta chi prometteva un milione di posti di lavoro, e ora c'è chi promette più soldi in busta paga.
Ammettiamo per caso però, che una volta tanto le promesse saranno mantenute, e gli 80,00 € ci saranno, a chi andranno in tasca?

Prima di tutto agli statali, loro lo stipendio lo prendono fisso tutti i mesi, cascasse il cielo. Non me la voglio prendere con gli statali, la maggior parte fa il loro lavoro, però ogni tanto, quando vado sul comune, vorrei trovare qualcuno al proprio posto.
Poi ci sono gli operai delle grandi aziende, delle fabbriche, loro, fra casse integrazioni e pericoli di licenziamento, lo stipendio lo vedono magari più raramente, ma lo vedono.
Dopo di loro vengono gli impiegati delle piccole e medie imprese, quelle che sono a conduzione quasi familiare, dove il titolare della ditta è anche chi la dirige in prima persona, e l'intoppo nasce proprio li. Non so come sia la situazione oltre la Campania, ma di solito qui funziona in questo modo:
Il 90% delle piccole e medie imprese, emettono buste paga in accordo con i vari contratti nazionali, dando poi ai dipendenti stipendi inferiori di quanto realmente dovrebbero percepire. Se si è fortunati la differenza è di circa 150,€ più o meno, mentre in altri casi la differenza può salire. Le stesse aziende fanno un altra cosa, pagano loro le tasse per i loro dipendenti, fra cui anche l'Irpef da cui dovrebbe scaturire i famosi 80,00 €. Cosi, non solo i dipendenti di queste aziende percepiranno sempre lo stesso importo, se lo percepiranno, ma in più i loro titolari risparmieranno l'Irpef.
Perché non protestano? dirà qualcuno. Perché non possono. Perché la maggior parte dei dipendenti nelle condizioni che ho elencato, se protestano, se ne vanno con le proverbiali "mano davanti e mano indietro", cioè corrono il rischio di perdere il posto di lavoro.

Caro stregone Renzi, che mi stai pure simpatico perché parli toscano, vuoi sapere come i dipendenti italiani possono prendere più soldi in busta paga? Non cambiare le regole del fisco, ma obbliga i datori di lavoro a non pagare loro direttamente gli stipendi, ma di accreditarli su un conto corrente intestato ai dipendenti, e non tramite bonifico bancario o altro, ma producendo alle banche le buste paghe.
In pratica il datore di lavoro per effettuare il passaggio di denaro a favore del dipendente, dovrebbe esibire la busta paga dello stesso, e la banca controllare che la somma corrisponda alla busta paga. Non ci sarebbe neanche violazione della privacy da parte della banca, in quanto per aprire i conti correnti, molte volte i dipendenti devono dichiarare l'importo delle buste paga, quindi la banca già saprebbe quando prende il suo cliente una volta a mese.

Non ci vorrebbe tanto, un poco di impegno e di lungimiranza, e in meno di un paio di mesi tante ditte che lucrano sui propri dipendenti chiuderebbero battenti, ma tante persone avrebbero quello che gli spetta di diritto.

Le soluzioni ci sono, ma il problema è sempre lo stesso: la mancanza di contatto dei politici con la base che li ha eletti. Non conoscono i veri problemi, o se li conoscono trovano solo delle toppe da mettere sugli strappi, non si cerca di ricucire lo strappo.

Chissà se arriviamo a vederlo il 1 Maggio, noi ci preoccupiamo delle promesse di Renzi, mentre il mondo si preoccupa che sta per scoppiare una guerra in Ucraina che potrebbe portare a un escalation su scala mondiale (facciamo gli scongiuri), ma tanto noi italiani siamo diventati cosi : "pensa prima ai tuoi, poi agli altri se puoi".