sabato 27 agosto 2011

Campionato mondiale di arrampicata sugli specchi


Con la recente crisi finanziaria mondiale (che secondo alcuni è finita, e secondo altri non è mai avvenuta), una frase si sentiva spesso "ha usato lo schema Ponzi", cosi mi sono incuriosito e ho cercato di capire cosa sia uno schema Ponzi. Grazie a Wikipedia (che devono dargli tantii soldi per tenerla in vita) ho scoperto che il sig. Ponzi altro non era che un immigrato italiano negli Stati Uniti, o meglio prima in USA, poi in Canada e poi di nuovo negli USA, che grazie a un idea ingegnosa aveva messo in moto una truffa incredibile.
In pratica lo schema Ponzi si basa su un idea, un idea che funzionava e  che faceva guadagnare; Nel caso di Ponzi l'idea era di lucrare sulla differenza di costo dei francobolli fra gli USA e l'Italia, ed effettivamente funzionava. In pratica lui comprava tramite degli amici italiani una cosa chiamata "Buono di risposta internazionale", che in Italia costava pochi centesimi, si faceva spedire una lettera contenente questi buoni, e li convertiva in francobolli e li rivendeva, lucrando cosi sulla differenza di costo dei francobolli fra i due paesi. L'idea era buona, funzionava e non era una truffa. No, la truffa non era l'acquisto di questi buoni in Italia o il rivendersi i francobolli, la truffa vera nacque quando Ponzi iniziò a cercare investitori. Praticamente con il sistema dei buoni, si poteva guadagnare fino al 50% del capitale investito,e cosi Ponzi propose l'affare ai suoi conoscenti. Però, a questo punto, subentrò la voglia di avere di più, e innesco la vera truffa: Ponzi cercava nuovi investitori, promettendo guadagni mirabolanti, quando i nuovi investitori gli davano i soldi, lui pagava interessi molti alti ai vecchi investitori, cosi i vecchi clienti di cevano vicino ai nuovi "visto quanto si guadagna" e cosi via. A quel punto però, Ponzi non comprava più buoni di risposta, ma continuava a cercare investitori, per pagare chi già aveva investito. E chi aveva investio allegramente rimetteva i suoi soldi nell'affare, tantato dalla possibilità di guadagnare ancora di più.
Per farla breve il castello di carte di Charles Ponzi crollo quando lo stato del Massachusetts lo mise sotto sorveglianza, e una serie di articoli smascherarono il suo sistema. A questo punto Ponzi cercò di prendere tempo, e fra le varie scappatoie che cerco fu di assumere un pubblicitario, il quale capì l'imbroglio e raccontò tutto al Post (in cambio di una bella somma tra l'altro - non c'è onore tra i ladri). Cosi tutto finì con ondate di panico fra i suoi investitori e perdite ingenti di fondi.
La cosa che mi ha lasciato perplesso però, è che Ponzi fino alla fine ha cercato un idea vincente per uscire fuori dal fosso in cui si era cacciato con le sue mani, ideò persino un assurdo centro commerciale galleggiante. In pratica non voleva ammettere sino alla fine che era un truffatore e che aveva fallito. Anzi, anche molti dei suoi clienti, invece che prendersela con lui, all'inizio incolparono gli ispettori federali che avevano iniziato l'indagine.
A onor del vero la parte che più mi ha colpito della storia di mr. Ponzi è proprio il fatto che si arrampicasse sugli specchi, per uscire da una situazione che lui stesso aveva creato, anche perché mi ricorda tanto una altra storia di cui sono a conoscenza:
Tanti anni fa (non poi cosi tanti però) c'era un associazione che portava avanti grande idee e grandi progetti, e chi dirigeva quest'associazione lo faceva con un ardire zelota, propugnando nobili ideali a destra e manca. Ad un certo punto quest'associazione sembrò sovvenzionata da un ente statale, per pagare operatori i quali svolgevano i compiti dettati dall'associazione (scusate la vaghezza ma in questi tempi non si sa mai chi può leggere quello che si scrive). Però, non ci fu l'afflusso di fondi che l'organizzatore dell'associazione voleva far credere. Anzi, in molti casi inizio le attività mettendo soldi suoi, dicendo che andava tutto bene, che non c'erano problemi e cosi via. Però non era altro che una grande arrampicata sugli specchi, simile ala scalata dell'Everst in verticale. E proprio come nel caso del signor Ponzi, l'organizzatore dell'associazione inizio a far girare non i soldi (che non c'erano) ma le persone che assumeva, prima promettendo grandi cosi e poi mettendoli in condizioni di andarsene,e cercando continui escamotagé per giustificare la propria impossibilità di andare avanti . Tutto questo non per perseguire i fini nobili e meritevoli che propugnava, ma per appagare un ego ormai sfuggito al controllo e non voler ammettere, come Ponzi del resto, di aver fallito, di essersi sbagliato e fare un passo indietro; finendo cosi per affossare una bella realtà costruita con fatica nel corso degli anni. In fondo per salvare capra e cavoli sarebbe servito solo uno dei grandi ideali che quell'associazione sbandierava: l'umiltà