venerdì 27 novembre 2009

Sette segrete

In questi tempi in cui Dan Brown spopola col suo libro e con l’imminente (e scontato) film, e si scopre che anche Giuda ha scritto un suo vangelo, non ci accorgiamo che una misteriosa setta si è infiltrata da anni in ogni angolo dei più famosi luoghi di culto italiani, e trama per destabilizzare la chiesa di Roma. Ma andiamo con ordine, all’inizio degli anni 2000, insieme a mia moglie (al tempo la mia fidanzata), abbiamo compiuto diversi viaggi e visite in diverse piazze e luoghi di culto famosi in Italia: Assisi, Venezia, Pompei, in pratica nei centri nevralgici della cristianità italiana. E li ho fatto una scoperta incredibile: dappertutto, su ogni bancarella, in ogni negozio, c’erano questi misteriosi oggetti che richiamavano il famoso burattino collodiano, ma sempre raffigurata nello stesso modo. Agli occhi di un profano sarebbero passati inosservati, presi per dei giocattoli, ma essendo il sottoscritto un attento osservatore, nonché conoscitore di miti e leggende di tutto il mondo, la cosa mi insospettì e iniziai a indagare. Scoprii cosi che la diffusione di queste piccole effigi era capillare, non c’era piazza, piazzetta o strada dove c’erano le bancarelle, dove questi burattini non fossero venduti.
Nelle foto vedete riprodotte alcune di queste effigi, che sebbene somiglino al simpatico burattino di Collodi, in realtà nascondono un insieme di simboli mistici. Quella che segue è una spiegazione di questo insieme di simboli spiegata dal professor Francesco Crescio, direttore del museo di archeologia di Sulchivio:
“Innanzitutto possiamo iniziare dal cappello a punta, base larga – punta stretta, il famoso ‘cappello del mago’, simbolo esoterico di potere e della volontà dell’uomo ad ascendere a un livello superiore. Poi c’ il vestito calzoni verdi (simbolo della forza premeva e generatrice della terra, della virilità umana) e blusa rossa (rosso fuoco, simbolo di ardore e forza di spirito). Tutto questo su di un burattino di legno, un golem, un uomo artificiale. Cosa dedurre da questa raffigurazione esoterica, l’uomo artificiale, che si fa carico di due grandi forze (terra e fuoco) e con queste cerca di elevarsi spiritualmente a un livello superiore. In pratica è sicuramente il simbolo di qualche misteriosa setta, ancora sconosciuta, che vuole sfidare la chiesa cristiana sul suo territorio.”

Che c’è da dire, a parole come queste non posso replicare. C’è da dire che il professor Crescio sta cercando ancora indizi su questa misteriosa setta, ma di lui non ho notizie da più di una settimana, sembra che stia indagando insieme a un architetto su dei reperti etruschi.
A voi posso dire solo una cosa, quando andate in qualche piazza, dove c’è qualche bancarella, guardate attentamente, potrà essere un portachiavi, una matita, o un giocattolo, ma sarà sempre un burattino col pantalone verde e il cappello rosso.


(Cosa volete, hanno detto alla TV che i puffi sono pieni di simboli massonici).

NB. questo articolo è stato scritto il 17 Marzo 2006, e già pubblicato sul mio Livejournal